GRUPPO COLOMBOFILO ROMA SUD

"Columba Livia e Guido Lang"

  

FEDERAZIONE COLOMBOFILA ITALIANA

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PROGRAMMAZIONE DI UN PROGETTO DI PET THERAPY

“L’utilizzo degli animali al fine di ricavare effetti benefici sull’uomo, viene indicato come ‘pet therapy’, traducibile in italiano con il termine ‘zooterapia’".

Praticata nella forma di Attività assistite con animali, la zooterapia consiste nell’applicazione di interventi di tipo ricreativo e/o terapeutico, con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita.

Per programmare un progetto di pet therapy è necessario coinvolgere più figure professionali (medico, medico veterinario, pediatra, psicologo, riabilitatore, sociologo, addestratore, allevatore) che dovranno interagire tra di loro per l’ottenimento di molteplici risultati:

• raggiungimento di una migliore autostima con correlato aumento della fiducia in se stessi;
• stimolo alla comunicazione attraverso il gioco;
• stimolo all’elaborazione del linguaggio verbale;
• stimolo all’uso dei segnali non verbali implicati nella comunicazione;
• stimolo all’elaborazione di un linguaggio corporeo;
• apprendimento del senso di responsabilità;
• stimolo alla curiosità e all’attenzione;
• possibilità di apprendere attraverso l’esperienza;
• possibilità di conoscenza diretta della natura, della biologia, della sessualità;
• mezzo di distrazione.

Questi auspicabili risultati si possono raggiungere attraverso più meccanismi di azione, che possono essere indicati nello sviluppo del comportamento sociale, sviluppo emozionale ed affettivo, sviluppo cognitivo ed infine lo sviluppo ludico e ricreativo.

La somministrazione del cibo deve far parte delle attività da proporre perché trasforma gli animali in ‘compagni’ dell’uomo, cioè la somministrazione dell’alimento diventa quotidiano elemento di rinforzo del rapporto uomo – animale. Altre attività che devono essere comprese sono le normali operazioni di cura degli animali (per gli uccelli cambio delle granaglie, dell’acqua, riconoscimento e raccolta di erbe di campagna da somministrare, osservazione del grado di benessere offerto dalla gabbia, interazione diretta con i soggetti imprintati).
Le eventuali cure dei soggetti che dovessero presentare qualche patologia fa parte integrante del progetto; anche in questo caso l’animale si presta come banco di prova per far accettare meglio eventuali terapie che il bambino deve o potrebbe affrontare.

Le forme con cui si può applicare un progetto di pet therapy sono varie.
Si possono preparare visite presso le strutture (ospedali, scuole, istituti vari), oppure i fruitori della zooterapia si possono far andare, con visite periodiche, presso centri attrezzati con gli animali.
Un’altra modalità è l’affidamento di alcuni uccelli (più di uno per evitare forti legami affettivi – antropomorfizzazione) presso l’abitazione del paziente, dove periodicamente ci saranno visite di controllo per valutare l’evoluzione dell’affidamento.
Lo stesso affidamento si può praticare sia a singoli sia a gruppi (ad una classe).

Ricordiamo infine che con il birdwatching (basato sull’osservazione degli uccelli in natura), la pet therapy si può svolgere anche in campo, all’aperto, preferibilmente presso oasi attrezzate didatticamente ormai sparse uniformemente su tutto il territorio.”

Da: La pet therapy con gli uccelli
Relazione del Dott. P.R. Fontana – Medico veterinario – Manduria (TA)

IL NOSTRO PROGRAMMA

Nello specifico, vogliamo finalizzare l’attenzione del nostro progetto al rapporto dell’uomo con un volatile affascinante: il colombo viaggiatore.
Quasi tutte le razze di colombi sono capaci di orientarsi e di tornare al proprio nido. Il vero colombo viaggiatore o messaggero, non costituisce una razza a sé; diventa tale ogni colombo che abbia grandi qualità di volatore e che sia stato pazientemente e lungamente allenato.
Soprattutto nell’Italia settentrionale e nell’Europa del nord l’allevamento di questi volatili è una realtà culturale che trova radici antichissime.
La funzionalità dei colombi viaggiatori è riconosciuta: un tempo le comunicazioni avvenivano esclusivamente attraverso di loro; si ha notizia che già gli Egiziani antichi si servivano dei colombi viaggiatori per inviare messaggi. Risalendo ancora più lontano nel tempo, sappiamo dalla Bibbia che Noè, galleggiando con la sua arca sulle acque del diluvio, liberò una colomba che fece ritorno portando nel becco un ramoscello di olivo. In Grecia i nomi degli atleti vincitori alle Olimpiadi venivano fatti conoscere in tutta la nazione per mezzo dei messaggi “alati”. Gli antichi Romani furono i primi ad usare questi animali per scambiare messaggi in tempo di guerra; questo uso è stato ancora praticato nella seconda guerra mondiale, quando saltarono le comunicazioni via radio.

CONTENUTI E MODALITA’ REALIZZATIVE DEL PROGETTO

Al fine di far accostare i bambini ai colombi, si organizzeranno degli incontri con i colombofili e i loro "amici volatili", così strutturati:
• presentazione degli animali e delle loro caratteristiche;
• dialoghi;
• momenti corali all'aperto, finalizzati alla liberazione "nel volo" degli animali contraddistinti da specifici messaggi, creati dagli stessi bambini;
• visite guidate alle colombaie per "scoprire" la gioia del ritorno dei colombi;
• elaborazioni grafiche, performances, brani, poesie, determinate dall'esperienza vissuta;
• eventuale installazione nella scuola di una piccola colombaia con alcune coppie di colombi, da far accudire ai bambini.

FINALITA’ FORMATIVE

1. Educare a coltivare sentimenti nei confronti degli animali ed in particolare dei colombi viaggiatori;
2. Educare alla responsabilità individuale e di gruppo;
3. Educare al rispetto degli orari e dei tempi necessari all’accudimento dei colombi;
4. Superare la paura dell’abbandono attraverso la “scoperta” del ritorno;
5. Culturalizzare il disagio, offrendo occasioni di rinforzo dell’io;
6. Comprendere che l’uomo ha avuto sempre bisogno di comunicare anche a distanza servendosi di ciò che la natura offriva: il colombo viaggiatore;
7. Scoprire la dimensione europea dell’allevamento dei colombi viaggiatori.

VERIFICHE

• Capacità di allevare ed accudire i colombi viaggiatori;
• Competenza relazionale aperta e solidale;
• Conoscenza delle caratteristiche dei colombi viaggiatori e delle specifiche funzioni dal punto di vista comunicativo della storia.

 

 

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